venerdì, Luglio 30, 2021
 

Raffreddore da fieno: come aiutare i vostri clienti?

Sole, uccelli, germogli in fiore… La primavera è una rinascita per la natura, ma è anche sinonimo del ritorno di allergie come il raffreddore da fieno. Provocato dai pollini, colpisce ormai una persona su cinque in Svizzera.

Fastidiose e spossanti, le riniti allergiche come tutte le altre forme di allergia sono in continuo aumento. Nel 1901, ne soffriva lo 0,1% della popolazione svizzera, mentre oggi questa percentuale è salita al 20%. Secondo le stime dell’OMS, nel 2050 il 50% della popolazione mondiale soffrirà di almeno una patologia allergica. Tra le possibili cause figurano l’inquinamento atmosferico e il nostro stile di vita, che favorisce l’igiene ad oltranza.

Nel periodo compreso tra aprile e settembre, le graminacee rilasciano pollini abbastanza piccoli da riuscire a penetrare agevolmente nelle vie respiratorie. Inizia così il raffreddore da fieno, la forma più diffusa di rinite allergica. Il raffreddore da fieno può essere definito come una reazione eccessiva del sistema immunitario di fronte a sostanze teoricamente inoffensive (i pollini), ma che esso percepisce come una minaccia.

Quali sono i sintomi?

I sintomi più frequenti sono congestione e naso che cola, occhi rossi e lacrimosi, starnuti, talvolta tosse e gola irritata. È importante curare il raffreddore da fieno, non solo per il benessere del paziente, ma anche per prevenire le possibili complicanze: comparsa di rinite cronica, asma allergica o allergie ad altri elementi (acari, peli di animali, ecc.).

Alcuni gesti di prevenzione

Per facilitare la vita quotidiana delle persone allergiche, alcuni accorgimenti possono rivelarsi utili. Si dovrebbe infatti evitare di uscire quando l’aria è carica di pollini, privilegiando invece le passeggiate mentre piove o subito dopo. Si consiglia di praticare sport la mattina presto o a fine giornata piuttosto che a metà giornata, momento in cui i pollini sono più presenti in natura. Da bandire, invece, le uscire quando il clima è secco o ventoso. L’uso di occhiali da sole così come di una mascherina antipolline è ugualmente consigliabile.

pollini

In casa è meglio evitare, se possibile, i tappeti e le tende, che sono veri e propri «nidi» di polline. Sarebbe inoltre opportuno lavare le lenzuola e le federe almeno una volta alla settimana… ma evitando di stenderle ad asciugare all’esterno! La pulizia settimanale della casa può essere effettuata con panni umidi, per rimuovere tutti i pollini depositati. Dopo aver aerato brevemente gli ambienti casalinghi, è meglio tenere porte e finestre chiuse.

Ai vostri clienti che soffrono di allergie potreste anche consigliare di lavarsi i capelli la sera per evitare di depositare pollini sul proprio cuscino. Sono inoltre raccomandati lavaggi nasali con acqua salata e fazzoletti monouso. Infine, in auto, sarebbe opportuno accendere l’aria condizionata o utilizzare un filtro antipolline. A casa, invece, può essere installato un filtro antiparticolato di tipo HEPA (high-efficiency particulate air) su riscaldamento e ventilazione. Ma non bisogna dimenticare di cambiare i filtri una volta al mese.

Quali trattamenti proporre?

In caso di allergie respiratorie, la medicina tradizionale propone gli antistaminici, che sono efficaci ma non privi di effetti collaterali, in particolare stanchezza.

L’omeopatia cura invece il male con il male, proponendo, a dosi infinitesimali,Histaminum, il mediatore dell’allergia, e Ambrosia artemisifolia, una pianta dal polline molto allergizzante. Altri rimedi si sono rivelati ugualmente utili. Si tratta in particolare di Allium cepa(la cipolla!), che agisce sulla rinorrea irritante a prescindere dalla causa che l’ha provocata, Euphrasia, che dà sollievo agli occhi rossi e lacrimosi, eSabadilla, efficace in caso di starnuti frequenti. Vale la pena ricordare ancheSolidago, indicata per i disturbi allergici periodici con presenza di tosse.

Tutti i terapeuti sanno che l’omeopatia, diversamente dalla medicina classica, non presenta né effetti indesiderati né controindicazioni, e che si presta benissimo anche all’uso nei bambini, anch’essi molto colpiti da questo “flagello” che è la rinite allergica.

In caso di riniti allergiche più severe, è eventualmente possibile consigliare un preparato omeopatico composito durante la giornata e un medicinale antistaminico la sera. La medicina omeopatica propone inoltre una pomata nasale con formula composita, che reca sollievo alla mucosa congestionata.

Il supporto della nutriterapia

Alcuni micronutrienti intervengono efficacemente nel trattamento delle riniti allergiche. La vitamina C e il manganese contribuiscono al processo di degradazione dell’istamina, mentre la niacina (vitamina B3) ne diminuisce la produzione. Infine, l’acido gamma-linolenico (olio di borragine o di enotera) riduce l’infiammazione e la congestione.

La desensibilizzazione

È impossibile parlare di rinite allergica senza citare la densibilizzazione o immunoterapia allergica. Qual è il principio? La somministrazione di dosi crescenti dell’allergene in questione affinché l’organismo vi si abitui. In allopatia, viene effettuata con iniezioni settimanali, gocce o compresse sublinguali giornaliere. A volte accompagnata da effetti collaterali, questa desensibilizzazione si estende per diversi anni.

L’alternativa omeopatica consiste nel somministrare il polline in diluizione frenante, ovverosia Pollen 15CH in dosi. La terapia prevede una dose alla settimana e dovrebbe iniziare idealmente qualche mese prima della stagione dei pollini.

Grazie a questo arsenale, siete ormai pronti per consigliare e aiutare i vostri clienti ad affrontare questa malattia primaverile.

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