mercoledì, Settembre 22, 2021
 

La vitamina D, per le ossa e non solo

Il ruolo della vitamina D3 colacalciferolo per la salute e robustezza  di scheletro e denti è ampiamente  noto. Questa vitamina favorisce  l’assimilazione intestinale e la fis sazione del calcio in ossa e denti.  La sua carenza severa comporta  rachitismo, osteomalacia e osteo porosi. Per quanto riguarda i denti, carie e parodontosi possono  essere collegate ad uno stato ca renziale, anche se evidentemente  intervengono altri fattori, come l’igiene. Ma c’è dell’altro… 

Le fonti alimentari sono insufficienti 

L’apporto di vitamina D attraverso l’alimentazione è praticamente trascurabile:  l’unico alimento che possa coprirne il fabbisogno giornaliero è il salmone… purché  se ne mangino 2 porzioni al giorno! La sua  principale “fonte” naturale è il sole: la nostra  pelle produce questa vitamina sotto l’azione  dei raggi ultravioletti. Va però sottolineato  che i solari con indice pari o superiore ad 8  frenano la sintesi del colecalciferolo, che cala  con il passare degli anni. 

Con la stagionalità tipica delle nostre latitu dini, l’esposizione al sole non basta a garan tire una produzione sufficiente di vitamina D  per tutto l’anno. Per i neonati e i bambini di  età inferiore ai 3 anni e le donne durante la  gravidanza e l’allattamento, sotto controllo  del pediatra o del ginecologo, è necessaria  l’assunzione continuativa di integratori. Ciò  vale anche per gli anziani a partire dai 60  anni di età. Al di fuori di questi gruppi, gli integratori sono necessari solo durante l’inver no. Sono inoltre interessanti per il sistema  immunitario: negli stati infettivi, il colecalci ferolo sostiene l’attività dei globuli bianchi.  

Inoltre: 

• La vitamina D, in associazione con il calcio,  svolge un ruolo nella prevenzione del tumore al colon. 

• Regolarizzando la produzione di cellule  cutanee, può inoltre dare sollievo in caso di  psoriasi. 

Essendo liposolubile e quindi potenzial mente tossica a forti dosi, è importante in formare il cliente che non deve aumentare le  quantità assunte senza aver prima  consultato un professionista della  salute.

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