mercoledì, Settembre 22, 2021
 

Il dolore, una panoramica

Il dolore è da sempre un’ossessione per l’uomo, che avverte il bisogno di sbarazzarsene. Tuttavia, questa “percezione sensoriale sgradevole” è anche un segnale d’allarme dell’organismo, che non va mai preso alla leggera.

Nel corso della storia dell’umanità, il dolore è stato percepito come una punizione divina, un mezzo di espiazione, una prova da sopportare o un male necessario per guarire. Vero pioniere della sua epoca, Ippocrate fu il primo a considerarlo un fenomeno naturale, pur cercando di alleviarlo.

Dal punto di vista fisiologico, il dolore è un messaggio trasmesso al cervello dai nervi periferici attraverso il midollo spinale. Il dolore può essere acuto o cronico. Il primo è un sintomo da curare se la sua intensità è tale da giustificarlo, quando le tecniche dolci come il rilassamento o i massaggi risultano inefficaci. Il dolore cronico, invece, che è presente da almeno 3 mesi, è di competenza del medico.

I trattamenti farmacologici

Tra gli analgesici dispensati senza prescrizione, i più diffusi sono il paracetamolo, l’acido acetilsalicilico e l’ibuprofene (gli ultimi due fanno parte dei FANS o antinfiammatori non steroidei). Tutti e tre sono hanno anche proprietà antipiretiche.

Ben tollerato, il paracetamolo è l’antidolorifico d’elezione nei bambini, nelle donne durante la gravidanza e l’allattamento e nelle persone con una mucosa gastrica sensibile. Invece è controindicato in caso di disturbi epatici gravi e, a differenza dei FANS, non ha un’azione antinfiammatoria. A dosi pari o inferiori ai 4 g al giorno, non presenta alcun rischio. Tra un’assunzione e l’altra va tuttavia osservato un intervallo di almeno 4 ore.

Molto efficace ma molto irritante per lo stomaco, l’acido acetilsalicilico è sconsigliato a chi soffre di disturbi gastrici. Per la sua azione anticoagulante, deve inoltre essere evitato in caso di assunzione concomitante di un altro farmaco anticoagulante.

Anche l’ibuprofene è molto efficace e aggressivo per la mucosa gastrica. L’ibuprofene arginato, associazione di ibuprofene e sale di arginina, si distingue per la rapidità d’azione: il suo effetto si manifesta già dopo 30 minuti e dura fino a 6 ore.

Tutti gli analgesici in libera vendita non devono essere utilizzati in automedicazione per più di 3 giorni.

Cos’è l’abuso di analgesici?

Si parla di abuso di farmaci in caso di consumo protratto per almeno due settimane al mese (dieci giorni per le preparazioni composte), per più di tre mesi.

La tossicità epatica è l’effetto collaterale più frequente dell’abuso di paracetamolo. Per quanto riguarda i FANS, si riscontrano ulcere allo stomaco e al duodeno, edema, innalzamento della pressione arteriosa e insufficienza renale acuta.

Rammentiamo inoltre le cefalee da abuso di antidolorifici, a prescindere dalla classe terapeutica di appartenenza.

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